Home Mirella Solidoro Causa di Canonizzazione 17° anniversario della morte della Serva di Dio MIRELLA SOLIDORO

17° anniversario della morte della Serva di Dio MIRELLA SOLIDORO

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Sabato 08 OTTOBRE 2016 con inizio alle ore 18.30, nella Chiesa Parrocchiale Santi Martiri G. Battista e M. Goretti è stata celebrata una S. Messa di suffragio in occasione del 17° anniversario della morte della Serva di Dio MIRELLA SOLIDORO.

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La celebrazione, che ha visto la partecipazione di numerosi sacerdoti, diaconi e seminaristi e tantissimi fedeli arrivati anche da fuori, è stata presieduta da S.E. Mons. LUIGI RENNA, Vescovo di Cerignola - Ascoli Satriano.
Durante l'omelia, il vescovo ha sottolineato come è importante comprendere la storia di Mirella alla luce della Liturgia della Parola della celebrazione odierna.
I testimoni del Signore sono la prova, così come lo è stata Mirella, che il Vangelo si può vivere pienamente.
Nel brano evangelico ascoltato Gesù incontra dieci lebbrosi e subito si interessa di loro. Vogliono speranza e li invita al rispetto della legge prevista dal libro del Levitico che consisteva nel recarsi dal sacerdote per avere l'attestazione della guarigione. Si recano dal sacerdote e, durante il tragitto, vengono guariti. Si sono fidati di Gesù. E nelle infermità il Signore ci chiede proprio questo: la fiducia in lui. 
Come Naaman il Siro che si deve immergere sette volte nel Giordano per essere guarito.
Nei lebbrosi guariti scompare la lebbra ma compare una grande fiducia nel Signore. Solo il samaritano, però, si accorge che la guarigione ricevuta è speciale, non solo fisica: è la guarigione della salvezza. Infatti, altro è essere guariti, altro è essere salvati.
Nella nostra vita non sempre abbiamo il dono della guarigione ma tutti possiamo essere salvati.
Perciò il percorso da seguire è: PURIFICATI, GUARITI, SALVATI.
Mirella ha vissuto l'esperienza di chi è stato toccato da Gesù. In lei c'è la salvezza senza la guarigione, come in tanti uomini e donne di Dio. Come s. Paolo nella seconda lettura che accetta le proprie sofferenze dedicandole a Cristo affinché quanti sono deboli diventino forti. Come s. Francesco che, malato e sfinito, compone il Cantico delle Creature.
Mirella, a 15 anni, scopre che non potrà più guarire e scrive (tra le altre cose) "Grazie, Signore, per avermi donato le tue parole per evangelizzare il mondo. Grazie per avermi donato i tuoi occhi per vedere la vera luce".
Ecco. Evangelizzare con la sofferenza.
Mirella ha scoperto che la Parola di Dio "salva" la malattia. Grazie al Signore la malattia diventa via di salvezza, fede in lui che non ci abbandona mai.
Il Vangelo ci dice che siamo degli ingrati perché ci accontentiamo della salute e non puntiamo alla salvezza.
Ma basta la tua grazia, Signore - ha concluso il celebrante - perché nella debolezza si manifesti la tua forza.

La celebrazione è stata impreziosita, come sempre, dalla presenza del coro parrocchiale "S. Maria della Strada" guidato dal M° ANNALISA MAURO con, all'organo, FLAVIO PRIMOGERI.

 

Ultimo aggiornamento ( Martedì 25 Aprile 2017 07:11 )