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Note etiche per candidati ed elettori

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DIOCESI DI UGENTO-S.MARIA DI LEUCA
Ufficio Diocesano pastorale sociale e del lavoro, Giustizia e pace, Salvaguardia del creato

NOTE ETICHE PER CANDIDATI ED ELETTORI

1. La necessità della politica.

“Nella comunità politica si riuniscono insieme uomini, numerosi e differenti, che legittimamente possono indirizzarsi verso decisioni diverse. Affinché la comunità politica non venga rovinata dal divergere di ciascuno verso la propria opinione, è necessaria un'autorità capace di dirigere le energie di tutti i cittadini verso il bene comune» (Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, 75).
Per quanto oggi sia veramente difficile riaffermare il primato della politica, va ricordato, da una parte, che solo l'esercizio di questo primato può creare una società matura, giusta ed efficiente. D'altra parte si deve constatare che spesso “Le domande che si levano dalla società a volte non sono esaminate secondo criteri di giustizia e di moralità, ma piuttosto secondo la forza elettorale o finanziaria dei gruppi che le sostengono. Simili deviazioni del costume politico col tempo generano sfiducia ed apatia con la conseguente diminuzione della partecipazione politica e dello spirito civico in seno alla popolazione, che si sente danneggiata e delusa. Ne risulta la crescente incapacità di inquadrare gli interessi particolari in una coerente visione del bene comune. Questo, infatti, non è la semplice somma degli interessi particolari, ma implica la loro valutazione e composizione fatta in base ad un'equilibrata gerarchia di valori e, in ultima analisi, ad un'esatta comprensione della dignità e dei diritti della persona” (Giovanni Paolo II, Centesimus annus, 47).

2. La gratitudine per i politici.

“La Chiesa stima degna di lode e di considerazione l'opera di coloro che per servire gli uomini si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità” (Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes, 75). Il qualunquismo spesso porta a fare di "tutt'erba un fascio". Non è così: ci sono politici degni di stima per 1'impegno profuso nel promuovere il bene comune con onestà e competenza. Non solo va espressa loro gratitudine, ma vanno aumentati gli sforzi per creare collaborazione, attraverso i canali dell'aggregazione politica, perché la società civile sappia rigenerarsi e trovare degna rappresentanza politica. Un ruolo particolare hanno le comunità cristiane: “E' patrimonio ecclesiale la coscienza di dover educare al sociale e al politico e le comunità cristiane devono sentirlo come loro compito, pena un'evangelizzazione monca (...)” (Nota CEI, 19.3.98).

3. Competenza e rettitudine morale della classe politica.

“Chi ha responsabilità politiche ed amministrative abbia sommamente a cuore alcune virtù, come il disinteresse personale, lo spirito di servizio, il rispetto della dignità degli altri, il senso della giustizia, il rifiuto della menzogna e della calunnia come strumento di lotta contro gli avversari, e magari anche contro chi si definisce impropriamente amico, la fortezza per non cedere al ricatto del potente, la carità per assumere come proprie le necessità del prossimo, con chiara predilezioni degli ultimi” (CEI, Educare alla legalità, n.16). E’ particolarmente necessario abbandonare la litigiosità faziosa, l’opposizione per partito preso, il clientelismo che finiscono per danneggiare il bene comune.

4. Votare è doveroso.

Ogni credente è tenuto ad esprimere una scelta specifica, senza stare alla finestra. L’astensionismo è grave disimpegno. “La Chiesa, e quindi il clero e le varie realtà ed espressioni ecclesiali, non intendono coinvolgersi con alcuna scelta di schieramento politico o di partito”, ma ciò non comporta il ritenere ogni idea o visione della vita come compatibile con la fede. In sintonia con le indicazioni espresse dalla Chiesa italiana nell'ultimo Consiglio permanente della CEI, si ritiene necessario indicare alcuni valori irrinunciabili, che ogni formazione partitica ed ogni credente deve aver presente nel momento del suo impegno e della sua scelta politica. Tra questi, “il primato e la centralità della persona alla luce dei principi di solidarietà e sussidiarietà; la tutela della vita umana in ogni istante della sua esistenza con particolare attenzione alle tematiche della bioetica; la cura della salute delle persone e la salvaguardia dell’ambiente e della natura; la famiglia, società naturale fondata sul matrimonio e non assimilabile ad altre forme di convivenza, che richiede una promozione autentica a livello giuridico, fiscale, educativo e assistenziale; l’educazione per una realizzazione piena e concreta della parità scolastica” (CEI, Consiglio permanente, 3.4.2001, n.3). E in particolare per la nostra terra la giustizia sociale, e soprattutto l'impegno per il lavoro, che deve essere primario nei programmi di ogni forza partitica, eliminando l'assistenzialismo e facendo sì che i giovani abbiano lavori dignitosi e non precari, nei quali essi debbono però esprimere tutte le loro qualità, in spirito di cooperazione e di imprenditorialità. Anche la sicurezza sociale, deve diventare garanzia di sviluppo attraverso interventi di alta qualità, fortemente motivati e tecnicamente preparati, in modo che il territorio non sia spazio per la criminalità più o meno organizzata ma luogo vitale per la crescita, in un clima di legalità sperimentata.

Ugento, 10/03/2009

La Consulta Diocesana

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Marzo 2009 21:58 )